Le carte prepagate con Iban entrano nel calcolo dell’ISEE
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carta prepagata con IBAN modello ISEE

Nel 2016 il decreto del Ministero delle Finanze n. 363 del 29 dicembre 2015, che regolamenta i modelli aggiornati per la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) necessaria al calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (comunemente detto ISEE), prevede un’importante novità di cui tutti i contribuenti possessori di una Carta prepagata con Iban dovranno tenere conto.

Secondo le nuove istruzioni, infatti, al fine di ottenere un riscontro il più possibile accurato e fedele della situazione patrimoniale dei contribuenti, e in particolare dei beni mobili, sarà necessario dichiarare nella prima parte del DSU anche le eventuali carte prepagate dotate di Iban.

Le carte prepagate con Iban, oltre a essere un importante strumento di pagamento elettronico, si sono rivelate per molti una comoda alternativa (con una maggiore o minore operatività) al conto corrente, tanto che moltissime banche e istituti di credito non hanno esitato ad aggiungerle all’ampia e già variegata offerta di carte tra cui i clienti possono scegliere.

In particolare, si tratta di un prodotto che offre vantaggi ulteriori rispetto alla normale carta prepagata. Infatti, come le carte prepagate, anche le carte dotate di Iban hanno bassi costi di gestione permettendo, tuttavia, a differenza delle prime, anche di svolgere operazioni come bonifici e addebiti di stipendio. Inoltre, è importante ricordare che con queste carte non sussiste il rischio di andare oltre il tetto della somma disponibile.

Ovviamente, però, trattandosi dal punto di vista fiscale di un conto corrente a tutti gli effetti, questo particolare tipo di carta non poteva più essere né ignorato, né considerato come una normale carta prepagata, al fine di avere un quadro preciso della ricchezza mobiliare.

Recandosi dunque dal commercialista o presso un Caf specializzato, il contribuente, a partire da quest’anno, dovrà prestare molta attenzione alle documentazioni da fornire per richiedere il calcolo dell’ISEE, e non dimenticare di dichiarare l’eventuale carta prepagata con Iban a suo nome.

Gli istituti bancari e finanziari, invece, si impegnano a fornire all’Archivio dei rapporti finanziari i dati riguardanti il saldo di inizio e fino anno, i movimenti in entrata e uscita e la giacenza media di denaro presente su questi “conti correnti portatili” la cui flessibilità ha finora attirato molti clienti.

 

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